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banche italiane pronte per la Sepa
 
Parte la Sepa e le banche italiane arrivano pronte all’appuntamento con i nuovi strumenti di pagamento “europei”.
Alla vigilia della migrazione verso l’Area Unica dei Pagamenti in Euro, infatti, sono già 626 - pari a circa il 90% del
settore in termini di totale attivo - le banche che saranno in grado di ricevere ed inviare bonifici Sepa fin dal 28
gennaio 2008. Le altre offriranno il nuovo bonifico a marzo. Anche a favore delle imprese il settore bancario italiano
gioca d’anticipo: grazie alla nuova infrastruttura telematica messa a punto nell’ambito del Corporate Banking
Interbancario, infatti, le aziende italiane potranno, fra le prime in Europa, effettuare bonifici “europei” in formato
completamente elettronico (il cosiddetto end-to-end). Il punto sulle nuove prospettive di competitività e sui nuovi
scenari di business aperti dall’integrazione del mercato dei pagamenti alla XI Convention ABI, che si è tenuta oggi a
Roma con la partecipazione di banche, imprese ed istituzioni italiane ed europee.
“La Sepa – ha detto il vice presidente dell’ABI, Pietro Modiano, aprendo i lavori della Convention – è un tassello
fondamentale per la costruzione dell’Europa unita, avviata con l’introduzione della moneta unica. Realizzare un
mercato integrato dei pagamenti, infatti, vuol dire contribuire in modo significativo all’abbattimento dei confini e delle
barriere che separano i singoli stati europei. Non solo, per imprese, famiglie e amministrazioni pubbliche, la Sepa vuol
dire anche più concorrenza e, quindi, maggiore efficienza e maggiore convenienza”.
Ma quali Paesi fanno parte dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro e cosa cambierà a partire dal 28 gennaio 2008?
Ecco, in estrema sintesi, tutto quello che bisogna sapere sulla Sepa, alla vigilia della migrazione.

Cos’è la Sepa?
È l’Area Unica dei Pagamenti in Euro all’interno della
quale si potranno effettuare e ricevere pagamenti
utilizzando un unico conto bancario ed un’unica carta,
indipendentemente dal paese in cui ci si trova e senza più
differenze tra pagamenti nazionali ed europei (che
diventeranno tutti “domestici”).

Chi fa parte della Sepa?
31 paesi europei, e cioè:
• i 15 paesi della UE che utilizzano l’euro (Italia,
Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria,
Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo,
Slovenia e, da gennaio 2008, anche Cipro e Malta);
• i 12 paesi della UE che utilizzano una valuta diversa
dall’euro sul territorio nazionale, ma effettuano
comunque pagamenti in euro (Regno Unito, Svezia,
Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e
Romania).
• Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Quando parte e quando sarà ultimata?
I servizi di pagamento Sepa saranno offerti progressivamente a partire dall’inizio del 2008. Il primo strumento Sepa che
le banche metteranno a disposizione dei clienti dal prossimo gennaio è il bonifico, per il quale sarà necessario utilizzare il
codice Iban (International Bank Account Number) al posto delle vecchie coordinate bancarie Abi, Cab e numero di
conto. La realizzazione della Sepa avverrà gradualmente ed entro il 2010 sarà portata a termine una parte rilevante del
processo.

Qual è l’obiettivo della Sepa?
Offrire a cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni la possibilità di eseguire e ricevere pagamenti in euro, all’interno
dei confini nazionali e tra i paesi diversi che compongono la SEPA, con condizioni di base, diritti e obblighi uniformi.
Cosa cambierà?
Non ci saranno più differenze tra i pagamenti nazionali e quelli europei. I pagamenti saranno ancora più facili, veloci e
sicuri, a tutto vantaggio di famiglie e imprese, e, più in generale, dell’economia europea.
Quali benefici per cittadini e famiglie?
I consumatori avranno la possibilità di raggiungere, a partire dal proprio conto, ogni altro rapporto bancario all’interno
della Sepa; le carte di pagamento saranno accettate più diffusamente dagli esercenti, riducendo così l’uso del contante e
migliorando gli aspetti di sicurezza.

Quali vantaggi per le imprese?
• Più efficienza
L’armonizzazione dei sistemi di pagamento elettronici, che rappresentano una parte consistente delle transazioni
economiche, renderà l’Europa più efficiente. Le piccole e medie imprese potranno avvalersi di procedure più semplici e
di operazioni bancarie più veloci e convenienti, grazie alla riduzione dei tempi e dei costi di esecuzione. Per gli operatori
commerciali e le grandi imprese, spesso presenti in più paesi Sepa, l’adozione di standard comuni, l’utilizzo sempre più
esteso di strumenti di pagamento elettronici e la possibilità di una loro crescente integrazione con i cicli commerciali e
amministrativi consentiranno notevoli risparmi. Gli Enti e le pubbliche amministrazioni, infine, potranno erogare servizi
migliori e più efficienti ai cittadini sia all’interno del paese che all’estero.
• Meno barriere, più opportunità
Ci saranno più occasioni per aumentare la concorrenza nella gestione dei pagamenti e degli incassi a beneficio di imprese
e consumatori. La standardizzazione dei servizi di pagamento, ad esempio, consentirà alle banche di ampliare la propria
offerta alla clientela; soprattutto le imprese potranno quindi cercare i servizi di pagamento più vantaggiosi. Lo stesso vale
per i fornitori di soluzioni tecniche per la gestione dei pagamenti che, dal canto loro, potranno sfruttare le nuove
tecnologie per sviluppare prodotti e prestazioni integrate a costi concorrenziali
• Rafforzamento dell’interscambio commerciale nell’economia europea
Sistemi integrati di pagamento sosterranno gli scambi commerciali tra i paesi Sepa a beneficio della crescita economica
europea.
All’evento hanno partecipato, tra gli altri, oltre al vice presidente dell’ABI Pietro Modiano e al direttore generale
Giuseppe Zadra, il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, il direttore della Direzione Istituzioni
Finanziarie della Commissione Europea Elemer Tertak, il direttore generale della Confindustria Maurizio Beretta, il
direttore generale di Confcommercio Luigi Taranto, il presidente della Legacoop Giuliano Poletti e il presidente della
Confapi Paolo Galassi.
 
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