HOME  
   NEWS  
La crisi dei mutui e il caro petrolio appesantisco le borse

Continua l'ondata di vendite su tutti i mercati borsistici europei, appesantiti dal rialzo del prezzo del greggio ormai a un soffio dai 100 dollari al barile e dall'aggravarsi della crisi finanziaria dei mutui subprime, che ormai rischia di contagiare anche altri settori economici. Anche il cambio euro/dollaro arrivato oltre 1,48 contribuisce a rendere nervosi e instabili i mercati. Tra i titoli più colpiti, oltre alle banche, ci sono quelli di big dell'auto come Daimler (-3,53%) e Volkswagen (-1,55%), ma anche tecnologici come Infineon (-4%), StM (-4%) e Ericsson (-5,12%), fresca di previsioni nefaste sul quarto trimestre. Male anche Philips (-2,5%), gigante dell'elettronica di consumo.

A Piazza Affari (ore 13) il Mibtel perde l'1,8%, mentre l'S&P Mib è in calo dell'1,6%. A Parigi il Cac40 perde l'1,9%, a Francoforte il Dax perde l'1,8%
e a Londra l'Ftse100 è in calo dell'1,4%. A Milano l'unica blue chip che continua a mantenersi in territorio positivo è Eni (+0,1%) grazie ai rialzi del prezzo del petrolio. Per il resto forti vendite sui finanziari con Popolare Milano (-4,2%), Unipol (-2,3%) e Mediobanca (-2%), ma anche sugli industriali con Fiat (-4%) che perde terreno sulla scia della debolezza del comparto auto e Finmeccanica (-1,9%). Perdite consistenti per Stmicroelectronics (-4%), Seat Pagine Gialle (-3,5%) e per il comparto costruzioni con Impregilo (-3,1%) e Italcementi (-3,2%). Sul listino generale vendite sostenute su Arena (-11%), Kerself (-9,7%), Fidia (-9,7%) e Snia (-9,1%), mentre in controtendenza sono Cattolica Assicurazioni (+3,7%) e Acque Potabili (+5,3%).

Sui mercati asiatici, intanto, Borsa di Tokyo ai minimi da luglio 2006. Il taglio alle stime di crescita Usa, operato dalla Fed, e la corsa dello yen, ai massimi degli ultimi due anni sul dollaro a quota 108,93, hanno depresso il mercato nipponico penalizzando soprattutto gli esportatori (-1,8% Sony). Il Nikkei ha chiuso sotto i 15mila punti cedendo il -2,46% a 14.837,66 punti. Forti ribassi in particolare per il settore auto. Le Toyota hanno perso quasi il 3% e le Honda oltre il 4 per cento.

Ma è Hong Kong la maglia nera della regione con l'indice Hang Seng che ha accusato uno scivolone del 4,15%. Tra i settori più penalizzati il trasporto aereo e il settore immobiliare con il relativo indice che lascia sul terreno oltre il 5%. Limitati danni la borsa di Shanghai con una flessione dell'1,50%. Un ribasso in larga parte dovuto all'ipo del colosso China Railway che ha messo sotto pressione la liquidità. China Railway collocherà fino a 2,34 miliardi di azioni con un prezzo compreso nel range tra 4 e 4,8 yuan I maggiori ribassi hanno colpito quei titoli quotati anche a Hong Kong che hanno risentito dei forti ribassi del listino dell'ex colonia britannica.

Il petrolio mercoledì mattina ha provato la misura del salto a cento dollari. Il record storico del barile è stato segnato sui mercati asiatici: durante le contrattazioni del mattino, infatti, lo Sweet Light Crude americano ha fatto segnare un picco di 99,29 dollari per barile, per poi arretrare a 98,62 dollari. Alla vigilia a New York era arrivato a 98,03 dollari. La soglia psicologica appare comunque ormai alla portata. Il Brent del Mare del Nord a sua volta è cresciuto di 86 centesimi al barile per raggiungere un massimo di 96,35 dollari, ben al di sopra del primato registrato ieri di 95,49.

Questa notizia è stata letta 307 volte
Bookmark and Share
Finanziamenti on line non è collegato ad alcuna finanziaria sul sito ed non eroga finanziamenti o servizi simili. Il sito offre un semplice servizio gratuito di consultazione
link - Informativa sulla privacy - e-media snc p.iva 01883190561