Dopo la crisi del 2008, il circolo degli Stati appartenenti alla tripla A, ossia la più alta posizione conferita dagli organi di rating al debito sovrano degli Stati o dei vari istituti bancari o industriale, infatti, a guardare il ranking delle tre principali società di rating, Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, gli unici Stati a mantenere il primato in classifica con tutte e tre le società, sono soltanto 6 che appartengono all’Eurozona, 11 in Europa e 13 in totale nel globo.
Gli unici superstiti che mantengono la tripla A nell’Eurozona, sono la Germania, l’Olanda, l’Austria, la Finlandia, il Lussemburgo e la Francia, anche se quest’ultima è la più indiziata a lasciare la casta della tripla A, ma, allo stesso tempo nessun’altra delle 5 nazioni può considerarsi al sicuro da possibili spiacevoli sorprese, a partire dalla corazzata tedesca, che traina da sempre l’economia dell’Europa intera.
Gli altri Stati europei, non appartenenti all’Eurozona, che posseggono la tripla A, sono la Danimarca, la Svizzera, la Norvegia, la Svezia e il Regno Unito, mentre, per quanto riguarda le nazioni extraeuropee, gli unici a poter vantare il loro “status” della tripla A, sono soltanto 2 dopo la clamorosa retrocessione degli Stati Uniti avvenuta la scorsa estate, e sono il Canada e lo Stato del Singapore.
Visto l’andazzo, molti specialisti e analisti del settore economico/finanziario, ipotizzano che in un futuro non molto lontano il cosiddetto circolo della tripla A scompaia, sia perché si sta lentamente estinguendo da solo per motivi legati alla crisi globale, sia perché sta perdendo la sua utilità, visto che, secondo il parere di molti analisti, ci si sta avviando verso un periodo dove, molto probabilmente, non esisterà più un debito che è totalmente senza rischi.