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Ue, pagelle sulle Pmi di Eurolandia
Da Bruxelles arrivano le pagelle valutative, sulla situazione delle piccole e medie imprese, dei Paesi che fanno parte dell’Ue, e per l’Italia, fa da referente, il nostro vicepresidente della Commissione Ue delegato all’industria Antonio Tajani, che si esprime fiducioso sia sulla situazione attuale delle nostre Pmi, sia in prospettiva futura, affermando che ci sarà ancora molto da lavorare per raggiungere i livelli dei soliti primi della classe.
La valutazione data da Bruxelles alle Pmi italiane corrisponde, infatti, ad un 6,5, giusto a detta di Tajani, poiché “L’Italia ha si delle grandi potenzialità ma si deve impegnare al meglio per ridurre i propri punti deboli, come i ritardi sui pagamenti, incrementare l’internazionalizzazione delle nostre Pmi, rendere più fluide le pratiche burocratiche e diminuire i tempi della giustizia civile”, questi sono in effetti, i principali aspetti che ci penalizzano davanti alle macchine perfette di Finlandia e Germania.
Le pagelle sono state redatte in base a 62 indicatori, presi da 9 capitoli del Small Business Act, che è una sorta di decalogo normativo delle piccole e medie imprese; le pagelle confermano che le prime della classe sono la Finlandia, prima in assoluto con una valutazione pari a 9 e con una Commissione Ue che è prodiga di elogi nei suoi confronti, la Germania, l’Austria e l’Olanda seguono la Finlandia, con una valutazione pari a 8. La Spagna raggiunge la sufficienza, invece, la Francia a sorpresa arranca, mentre, a fare da fanalino di coda dell’Ue ci sono la Bulgaria, la Romania, l’Ungheria, la Grecia e il Portogallo.
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