Trasparenza, comparabilità internazionale dei bilanci e risparmio dei costi gli obiettivi del linguaggio standard
internazionale Xbrl per lo scambio di informazioni tra mercato, imprese e istituzioni. Per Zadra “è necessario
vincere la sfida tecnologica di Xbrl per un dialogo più efficace ed omogeneo tra tutte le imprese. Informazioni più
‘universali’ da condividere significa più investitori internazionali nel nostro Paese”
L’avvio del dialogo elettronico su dati economici e finanziari tra mercato, imprese e istituzioni, attraverso la
standardizzazione di formati, di voci, di supporti elettronici porterà ad una globalizzazione delle informazioni
societarie. Questo grazie al superamento di barriere contabili, linguistiche, tecnologiche e soprattutto all’eliminazione
della carta come strumento di comunicazione. Sono i principali obiettivi del linguaggio standard internazionale Xbrl
(eXtensible Business Reporting Language): un’architettura per la comunicazione elettronica di informazioni
finanziarie, che fa capo ad un consorzio internazionale presente in 20 paesi attraverso “giurisdizioni” nazionali. Di
questo si è parlato, oggi, al convegno promosso in ABI dall’associazione Xbrl Italia, con la partecipazione di Xbrl
International, su “Xbrl 2008 e la comunicazione finanziaria d’impresa”.
Nel corso del convegno sono stati presentati tutti gli aspetti tecnologici e legislativi che serviranno a far partire nel
2008 il “dialogo informatico” tra mercato, imprese e istituzioni finalizzato all’omogeneità delle informazioni, alla
riduzione dei tempi e degli errori nella condivisione e interpretazione dei dati, al risparmio dei costi. Ciò consentirà
un più semplice scambio di informazioni finanziarie e voci di bilancio tra gli operatori economici e le imprese di tutto
il mondo. Bilanci di imprese cinesi, giapponesi, americane ed europee gireranno il mondo per via elettronica e in
formati standardizzati e comparabili.
Uno scenario importante che in Italia ha fatto un passo avanti dopo la costituzione, nel 2006, dell’Associazione
italiana per lo sviluppo e la diffusione di tassonomie (“dizionari comuni”) e di standard tecnologici in campo
economico -finanziario (Xbrl Italia) che persegue senza scopo di lucro l’obiettivo di favorire il processo di
standardizzazione e di ammodernamento della comunicazione finanziaria. I soci fondatori sono ABI, Aiaf, Ania,
Assonime, Banca d'Italia, Borsa italiana, Isvap, Confindustria, Consiglio Nazionale Commercialisti ed Esperti
Contabili, Organismo italiano di contabilità e Unioncamere.
La base associativa si sta ampliando anche ad altri soci, in particolare l’Istat, e ad oggi Xbrl Italia rappresenta: 104.000
commercialisti ed esperti contabili; 817 banche e 454 società finanziarie; 1.100 analisti finanziari; 300 società quotate;
250 associazioni imprenditoriali; 193 compagnie assicurative; 103 Camere di commercio.
Anche in Italia – è stato sottolineato nel corso del convegno – la comunicazione finanziaria d’impresa è connotata
ancora da un insoddisfacente livello di standardizzazione dei contenuti e da un significativo impiego del supporto
cartaceo. Con il risultato di evidenti diseconomie per gli operatori economici e per il Sistema Paese nel suo insieme.
Oggi, le tecnologie disponibili sono in grado di favorire un ammodernamento della comunicazione finanziaria,
agevolandone la gestione sia nella fase di definizione dei contenuti sia in quella di scambio e distribuzione. Ciò a
vantaggio di analisti ed investitori che avranno il beneficio di una forte semplificazione nel reperimento delle
informazioni. In questo senso, è prevedibile un risparmio del 25% dei costi di produzione e distribuzione di dati
economici e finanziari.
Per il Direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra, “è necessario vincere la sfida tecnologica di Xbrl per un dialogo
più efficace ed omogeneo tra tutte le imprese”. Zadra ha ribadito che Xbrl non è un adempimento in più, ma
un’opportunità con cui le aziende potranno elevare il livello di accuratezza e di dettaglio dei suoi report contabili,
rispondenti a formati condivisi che si prestano ad essere più facilmente elaborati. “Una comunicazione finanziaria più
‘universale’ – ha proseguito – superando le barriere di principi contabili e informazioni scritte e trasmesse in modo
differente, può contribuire ad accrescere il livello di interesse da parte degli investitori istituzionali che possono
guardare con maggiore attenzione al nostro Paese”.